
Titolo Originale
Die Toten vom Karst
Data di uscita
2002 Paul Zsolnay Verlag, Wien
Traduzione italiana
Anita Raja
Casa editrice
e/o, Roma
Pubblicazione
Novembre 2003
Traduzioni
Olandese (Vetes, 2004, De Geus), Francese (Le morts du Karst, 2007 Seuil), Spagnolo (Los muertos del Carso, 2008 Siruela), Sloveno (Mrtveci s Krasa, 2010 Meander), Finlandese (Karstin kuolleet, 2020 Kustantamo huippu)
I morti del Carso comincia in una domenica di bora scura che viene illuminata da una forte esplosione a Contovello, il paese sul ciglione carsico alle spalle di Trieste : un commerciante è stato ucciso insieme a tutta la sua famiglia. Questa sarà solo la punta dell’iceberg dei grattacapi che il Commissario Laurenti dovrà affrontare avventurandosi in odi mai sopiti e storie di mare non proprio “legali”.
Dopo la Marsiglia di Jean-Claude Izzo, la Barcellona di Andreu Martin e Manuel Vasquez Montalban, è la volta di un altro affascinante porto del Mediterraneo, di diventare scena di intrighi e avventure poliziesche di un nuovo maestro del noir: Trieste. Trieste si presta per la sua ricca storia e per il suo presente di luogo di traffici e migrazioni a diventare oggetto dell’immaginazione di uno scrittore di gialli. Da una parte la trama di questo noir affonda le radici nella tragica esperienza della seconda guerra mondiale, con la drammatica vicenda delle foibe che ancora oggi non ha placato ferite e polemiche. D’altra parte, l’intreccio del romanzo si estende per le numerose vie dei tanti traffici odierni, legali e illegali, che si sviluppano attorno a Trieste. La città giuliana è infatti crocevia tra Est e Ovest, alle porte di quel mondo dell’Europa orientale disintegratosi con la caduta del muro e in particolare di quel paese, l’ex Jugoslavia, da poco uscita da una feroce guerra interetnica. Ma oltre l’Europa dell’est è l’Oriente che preme alle porte di Trieste con i suoi uomini, le sue merci proibite, le sue organizzazioni criminali. In questo pericoloso e affascinante contesto, di cui giugne in superficie solo ogni tanto qualche punta dell’iceberg attraverso la cronaca nera, si svolgono le indagini del personaggio inventato da Veit Heinichen: il commisario Proteo Laurenti, salernitano trapiantato a Trieste e perennemente diviso tra pericolose inchieste e problemi di una invadente famiglia meridionale.
Finalista del premio Franco Fedeli 2003 al Giallo di Bologna come miglior romanzo giallo dell’anno